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Via
Angelo Cavarra, 70 - 96017 - Noto - Italia
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Siracusa
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Una passeggiata attraverso i luoghi magici della città non può che
inziare a Piazza del Duomo , una delle più belle piazze in stile barocco
esistenti in Italia, sia per la forma particolarissima – sospesa tra le
linee ortogonali dell'impianto greco e quelle curvilinee delle strade
medievali – sia per l'armonia delle costruzioni e dei colori. Da non
perdere quella miracolosa sovrapposizione di stili che è la Cattedrale ,
dorico Tempio di Atena sorto nel 480 a .C. e trasformato in chiesa in
età bizantina, la Cattedrale , la Chiesa di Santa Lucia, il Castello
Maniace e i giardini di Villa Reiman, la fonte Aretusa e Villa Landolina.
Nel giardino di Villa Landolina si trova anche il Museo Archeologico
Nazionale di Siracusa che comprende reperti risalenti dalla preistoria
fino al periodo greco e provenienti da tutta la Sicilia. |
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Poco distante dal centro della città si trova il Parco Archeologico
della Neapolis (dal greco "nuova città "), che ospita la maggior parte
dei monumenti classici della Siracusa greca e romana: quel già citato
Teatro Greco che compare insieme al Colosseo e all'Arena di Verona tra i
più significativi esempi dell'antichità (V secolo a.C.); le “Latomie”
(cave di pietra), tra cui la più interessante è la "Latomia del
Paradiso" , detta così per l'effetto creato dagli agrumi e gli arbusti
fioriti egli oleandri che la circondano e la ricoprono; l' "Orecchio di
Dionigi" la famosa grotta il cui nome fu inventato dalla fantasia del
pittore Caravaggio, legandosi alla leggenda secondo quale Dionigi
avrebbe fatto costruire questo "carcere" per udire 'alto quello che i
prigionieri dicevano a bassa voce.
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Modica
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Cio che colpisce di più visitando Modica è certamente la
sua posizione: quasi "prigioniera" della grande vallata che la ospita,
appare agli occhi del visitatore come un suggestivo presepe. Il panorama della città visto dall'alto è davvero
emozionante: case, casupole e monumenti barocchi esprimono anche qui la
bellezza dello stile barocco.
Tra
i tanti edifici notevoli della città: la rupe del castello con la torre
dell'orologio ; la chiesa di S. Domenico , edificata alla fine del XIV
sec. e ricostruita nel XVII sec. è tra i pochi edifici risparmiati dal
sisma del 1693; S. Nicolò inferiore è una chiesetta rupestre
tardobizantina arricchita da pregevoli affreschi d'epoca; la splendida
chiesa barocca di S. Pietro , assieme a S. Giorgio è una delle due
chiese matrici (duomi) della città, che a causa della rivalità accesa
venne divisa in due dalla "bisettrice" un vero e proprio confine interno
della città. |
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I settecenteschi Palazzo tedeschi, i
palazzi Manenti e
Tommasi con le loro famose mensole antropomorfe, palazzo Polara ; il
Portale de Leva , in stile chiaramontano, è uno dei più belli della
città; la chiesa del Carmine , costruita in stile gotico-siculo (e
parzialmente riedificata secondo lo stile barocco) nel 1250 dai
carmelitani che, fuggiti dalla Palestina, trovarono rifugio nella
contea; S. Giorgio , settecentesco Duomo della città alta, edificata a
somiglianza della romana S. Trinità dei Monti, è il più bell'esempio del
barocco ibleo; il settecentesco Palazzo dei Mercedari oggi ospita il
museo ibleo delle arti e tradizioni popolari con le tipiche botteghe
artigianali perfettamente ricostruite; la chiesa di S. Maria di Bettlem
di impianto quattrocentesco, riedificata in stile barocco ma arricchita
di elementi tardo-gotici, arabi, normanni e catalani e da un pregevole
presepe ottocentesco in terracotta.
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Ragusa è una sorpresa interessante, sia per la posizione
geografica, sia per la ricchezza del suo patrimonio artistico.
Essa è posta su di una roccia calcarea tra due valloni:
la cava di San Leonardo e la cava di Santa Domenica. La città è divisa
in due distinti nuclei, Ragusa Inferiore (l'antica lbla) e Ragusa
Superiore, separati dalla "Valle dei Ponti", un profondo burrone
attraversato da quattro ponti, dei quali ricordiamo quello ottocentesco
dei Cappuccini.
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Ragusa

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La città palesa nella differente struttura urbanistica il
suo passato di località in parte devastata da un'intensa attività
sismica. In seguito al catastrofico terremoto del 1693 si procedette
alla ricostruzione della città Vecchia nello stesso luogo della
originaria (lbla) e alla costruzione di nuovi edifici in contrada Patro,
facendo nascere il primo nucleo di Ragusa Nuova. Essa costituisce ancor
il quartiere storico della città: di impianto urbanistico medievale, con
la ricostruzione avvenuta nel '700-'800 assume un aspetto armonioso e
architettonicamente saturo, ricco di chiese e palazzi barocchi.
La visita della città può cominciare con la visita della
Basilica di San Giorgio esempio imponente di barocco siciliano.
Ultimata nel 1775 su disegno di Rosario Gagliardi, presenta una
elaborata facciata divisa in tre parti da fasci di colonne e motivi
decorativi tipici dell'epoca. La parte centrale, stretta e lunga, è
conclusa da una cupola ottocentesca alta più di 40 metri e sorretta da
16 colonne binate.
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Riserve Naturali
Nel
raggio di pochi chilometri da Noto si possono ammirare dei veri e propri
angoli di paradiso terrestre. Stiamo parlando di Vendicari, di Cava
Grande di Cassibile, vicino Avola, e per ultima della Valle dell'Anapo
al cui interno sorge Pantalica.
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Vendicari
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La Sicilia Sud-Orientale è interessata da un esteso
sistema di zone umide; i pantani di Vendicari sono tra quelli che hanno
subito le minori manomissioni da parte dell'uomo, conservando quindi
buona integrità ambientale, il che consente di annoverarli fra gli
ambienti umidi maggiormente rappresentativi d'Italia. Nel 1984 viene
emesso il decreto d'istituzione della Riserva Naturale Orientata "Oasi
Faunistica di Vendicari" e contestualmente se ne affida la gestione
all'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.
È
stata curata la realizzazione di una idonea rete di sentieri, che
diramandosi per tutta la Riserva consentono, ai visitatori, di
osservarne gli ambienti più significativi. La finalità istituzionale
della Riserva è quella di consentire la sosta e la nidificazione della
fauna ed il recupero della vegetazione Psammofila e mediterranea. Ma il
visitatore attento si renderà subito conto di quanto possa essere
considerata restrittiva la precedente motivazione, rispetto alla reale
valenza della Riserva la quale vanta un estensione di circa 574 ettari.
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Come
un diamante incastonato in un gioiello, così nel territorio del Comune
di Avola vi è un angolo di paradiso terrestre, un patrimonio
naturalistico (storico ed archeologico) di incommensurabile valore: la
riserva naturale di Cava Grande del Cassibile. La "Cavagrande del
Cassibile" è un lungo e profondo canyon che il fiume omonimo ha scavato
nel corso dei secoli nell'altopiano Ibleo, il paesaggio si maestosa
valle incassata tra superfici rocciose, che convergono ripide verso il
fondo, dove scorre, formando dei "laghetti" chiamati nache , il
limpidisimo fiume Cassibile , l'antico Cacyparis . Cava Grande ,
riserva naturale dal 1984. Cava Grande costituisce un ambiente che offre
al visitatore scenari naturali tra i più suggestivi della Sicilia.
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Cavagrande

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La particolare conformazione geologica e
l'elevata umidità costituiscono l'ambiente ottimale per la sopravvivenza
di rare specie di vegetali, quali il platano orientale e una flora particolarmente aromatica
(salvia, origano, timo, rosmarino), e di animali, come alcuni esemplari
di falconiformi . La
cava risulta interessante, oltre che dal punto di vista naturalistico,
anche da quello preistorico e archeologico. Infatti in essa troviamo una
vasta necropoli rupestre del periodo siculo (1000-800 a.c.), con circa
200 tombe a grotticelle , e i ddieri , agglomerati
trogloditici riferibili al periodo bizantino. Si raggiunge, scendendo un
ripido sentiero, dal Belvedere di Avola Antica, da cui si può anche
osservare la Grotta della Cunziria , antico villaggio rupestre
adibito anche alla concia delle pelli. |
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La Valle
dell'Anapo
, attraversata dall'omonimo fiume, costituisce una delle più elevate
sintesi dei valori ambientali, paesaggistici, archeologici e culturali.
In quest'area, dove è ricchissima e variegata la flora e la fauna, sorge
Pantalica (dall'arabo buntarigah = grotta), la più grande necropoli del
Mediterraneo con le sue 5.000 tombe a grotticelle artificiali, sede, per
alcuni studiosi, dell'antica Hybla dei siculi. La scoperta di tale area
è dovuta all'appassionato lavoro di ricerca svolto da Paolo Orsi e
successivamente da Bernabò Brea, due tra i più insigni maestri
dell'archeologia mondiale. |
Pantalica
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Per il suo posizionamento, la veduta della necropoli, delimitata
dalle due grandi cave lungo le quali scorrono i fiumi Anapo e Calcinara,
risulta di estrema suggestione. Di particolare rilievo è l' Anaktoron
(=palazzo del principe) risalente al XII sec. a.C.. La città, dopo la
dominazione greca e romana, ebbe nuova vitalità in epoca bizantina. Il
successivo avvento arabo segnerà la fine di Pantalica. Pantalica è
un insieme di nicchie funerarie e grotte abitative utilizzate dalle
prime popolazioni residenti in Sicilia, i Sicani. Queste sono risalenti al XIII-VIII sec.
a.C. e dimostrano quanto fossero organizzate socialmente e politicamente
le popolazioni locali. Infatti la posizione geografica, la forma
gerarchica che contraddistingue le nicchie e l'organizzazione quotidiana
degli ambienti rupestri ne fanno una testimonianza unica nel suo genere.
La Valle dell'Anapo è il canyon sottostante questo agglomerato, di
suggestiva bellezza, nasconde al suo interno fauna e flora tipicamente
siciliani. Ma andiamo a vederle da vicino. Pantalica, preziosa gemma
incastonata nei monti Iblei, questa fu uno dei primi centri abitati
della Sicilia Orientale, sede, dal 1250 al 700 a .C. , di un prospero,
sebbene non numeroso popolo, organizzato molto probabilmente secondo una
struttura politica retta da un monarca
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Villa Romana
dei Caddeddi di Noto
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Dal centro città immettendosi sulla strada Noto – Pachino, si arriva al
ponte sul Tellaro, per poi deviare a destra. A circa 100 metri , in
contrada Caddeddi (come segnala il cartello), si trova la Villa Romana
del Tellaro. Per gli esperti sono i pavimenti musivi più belli e
artistici d'Italia e sono divisi in vari registri musivi, che
rappresentano scene di caccia, il riscatto del corpo di Ettore ed altri
temi. La datazione della Villa è legata al rinvenimento di monete di
Imperatori Romani del IV sec. d.C. La Villa probabilmente aveva una
superficie di circa 5 mila mq. Fu distrutta da un incendio, com'è stato
possibile arguire dall'esame delle assise di base del fabbricato
ottocentesco.
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Nel 1971, nel corso di scavi illegali, fu scoperta una villa romana, di
conseguenza si scavava nel territorio di Noto, nella provincia di Siracusa. Il
complesso è situato a destra del fiume di Tellaro. La struttura si localizza
leggermente in superficie, ma sotto una fattoria (masseria) del Diciottesimo
secolo, dove si trovano le decorazioni musive. |
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